Giampaolo Cutroneo
UTILIZZO DEL QRCODE: UN PO' DI DATI

INTRODUZIONE

Nel precedente articolo ho parlato di qrcode, pack di prodotto e relativo marketing, promettendo che avrei raccontato successivamente come si può gestire il codice univoco per unità di prodotto. Prima però un intermezzo: parliamo un po’ di dati.

Oggi ho fatto un bonifico, avevo una fattura da pagare. Ho usato il conto online, e per confermare il pagamento ho dovuto fare una scansione con l’app sullo smartphone di un qrcode generato istantaneamente dall’home banking.

Molto semplice, e sicuramente più comodo che generare un token con quei “cosi” simili a chiavette usb che si usavano fino a poco tempo fa.

UN TREND DI CRESCITA

Ora proviamo a pensare: quante volte in questo ultimo anno, complice una pandemia che ci ha costretto al distanziamento sociale e a tenere le mani “a posto”, abbiamo visto comparire le matrici di pixel in luoghi e per utilizzi che fino al 2019 non erano minimamente contemplati?

È un effetto collaterale della pandemia, ma in realtà potrebbe essere soltanto l’accelerazione improvvisa di un trend di crescita e diffusione preesistente.

Per capire se è veramente così, andiamo a vedere cosa sta succedendo nel mondo, cominciando dalla Cina, anche se in questo momento storico non è un luogo particolarmente simpatico a molti.

LA CINA

Alipay, l’app di pagamento più utilizzata al mondo, permette di effettuare pagamenti “con uno scan” (di un qrcode ovviamente) dal 2014. Nel 2015 l’app contava 270 milioni di utenti attivi al mese, nel 2019, 785 milioni.

WeChat, un’app che fa un po’ di tutto oltre alla messaggistica, e che conta un miliardo di utenti attivi, genera un qrcode per ogni utente. La scansione del qrcode permette l’inserimento istantaneo dell’utente nei propri contatti. La stessa cosa vale per i gruppi.

Per gli account aziendali, è possibile stampare il qrcode della propria pagina/profilo e aggiungerlo su qualsiasi pack di prodotto.

In WeChat possiamo trovare WeChat Pay, che permette di effettuare pagamenti con una scansione di un qrcode.

Chiudiamo con la Cina con questo dato: il 50% della popolazione cinese effettua una scansione di un qrcode almeno una volta la settimana (https://www.packaginginsights.com/news/sig-qr-code-research-china-embracing-connective-brazil-and-europe-sitting-on-potential.html). Vuoi vedere che per una volta imitiamo noi la Cina?

IN EUROPA

Ma la Cina è distante, e ha abitudini e società profondamente differenti da noi occidentali, quindi cerchiamo informazioni relative a luoghi più vicini a noi.

Nei Paesi Bassi, iDEAL, il sistema di pagamento che copre il 60% degli e-commerce olandesi, già qualche anno prima della pandemia aveva introdotto per i negozi fisici la possibilità di inserire sullo scontrino il qrcode “salta coda” (https://www.mobiletransaction.org/qr-code-payment-works/ ). Il cliente, ad esempio al tavolo del ristorante, facendo la scansione del qrcode presente sullo scontrino con l’app, poteva effettuare il pagamento digitale senza passare alla cassa.

Immagino che in questo 2020 così particolare il sistema abbia avuto una certa diffusione…

Sempre in Europa, nel 2017 Carrefour ha lanciato il suo progetto di tracciabilità di prodotto. Sono diverse azioni combinate, ma il filo conduttore è semplice: fornire al consumatore informazioni sulla filiera di prodotto direttamente in negozio, in modo da ottenere un certo livello di “trust” sulla qualità del prodotto stesso. E quale strumento utilizza Carrefour per fare da gate di ingresso alle informazioni, se non un qrcode stampato sul pack?

I prodotti coinvolti nel progetto sono circa 4.000.

La catena Auchan Retail Italia ha introdotto un sistema simile nel 2019, con un progetto pilota sulla filiera delle carote.

CONCLUSIONE

Concludo questa brevissima carrellata di esempi rispondendo a una domanda che spesso mi viene posta quando parlo di qrcode: Ma quanti poi realmente effettuano la scansione?

In Cina lo abbiamo già detto, in Europa la percentuale si attesta sull’8% (dato del 2019). E parliamo solo delle scansioni su prodotto. Sono escluse quelle per i vari sistemi di pagamento.

Sono tanti piccoli o grandi indizi del fatto che il qrcode sarà sempre più diffuso perché, come abbiamo già detto (https://www.bmc.it/blog-di-giampaolo/tutti-i-post/qrcode-e-pack-di-prodotto/ ), ha molti punti a suo favore.

A prescindere da abitudini sociali, pandemie e imprevisti vari, la digitalizzazione sarà sempre più pervasiva, e basta vedere il dato di utilizzo giornaliero medio di uno smartphone per capirlo (fate la prova guardando il vostro dato 😉).

Nel momento in cui la scansione di un qrcode diventerà un valore aggiunto reale, come nel caso dei sistemi di pagamento che si semplificano fino a ridursi a uno “scan”, allora cominceranno a utilizzarlo percentuali sempre più alte della popolazione (o dei “consumatori”), e nasceranno nuove forme d’uso.

Tutto sta nell’essere creativi e non limitarsi a codificare in pixel il solito www.

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Giampaolo Cutroneo
Se si vuole realizzare qualcosa al mondo, l'idealismo non è abbastanza; bisogna scegliere un sistema per raggiungere lo scopo. In altre parole, bisogna essere "pragmatici"
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