Stefania Bosi
PERCHÉ SCEGLIERE L'OUTSOURCING DI MARKETING E COMUNICAZIONE PER LA TUA IMPRESA

INTRODUZIONE

IL CONTESTO NELLE PMI ITALIANE

Una impresa non può fare a meno dei processi di marketing e comunicazione soprattutto oggi.

Questi servono a chiarire gli obiettivi di business, quali messaggi distribuire e quali mezzi coinvolgere per raggiungere il target nel momento giusto.

Oggi più che mai, con una comunicazione sempre più spostata sui canali digitali, è bene che queste attività siano implementate nei flussi consolidati dell’impresa attraverso la strutturazione di un reparto dedicato: quando parliamo di reparto dedicato ovviamente prendiamo in considerazione reparti anche composti di una sola persona, magari il braccio destro dell’imprenditore e non lo stagista. Ma in alcuni casi capita che sia l’imprenditore stesso ad occuparsene.

Dalle aziende più piccole a quelle più strutturate, c’è sempre un problema comune che le affligge, si tratta della carenza di tempo per fare tutto ciò che serve nel modo migliore.

Ecco perché ho deciso di scrivere questo articolo che si propone di indagare quali attività compongono la filiera del marketing e comunicazione aziendale per individuare le attività demandabili e quelle che obbligatoriamente devono rimanere in azienda e ottimizzare così la risorsa più preziosa, il tempo.

LA FILIERA DEL MARKETING E DELLA COMUNICAZIONE

1 . Quali attività compongono la filiera del marketing e della comunicazione aziendale

Partiamo quindi dal principio e vediamo quali sono le attività inserite nell’ambito del tuo marketing aziendale.

La prima è l’analisi delle opportunità che il mercato offre come la conoscenza dei competitor, del pubblico e in modo più allargato dell’orientamento del settore in cui operi al di là dei tuoi confini territoriali per avere una visione più aperta.

Questo passaggio ti permetterà di eseguire la seconda attività ossia la ricerca di potenziali nuovi mercati in sviluppo o nascenti dove investire parte delle tue risorse con un ottica di crescita.

A questo punto potrai dedicarti alla stesura delle strategie per conquistare i mercati e il tuo posizionamento, e stabilire con quali tattiche raggiungere i diversi livelli di conversione del target da lead a prospect, da prospect a customer ed infine da customer ad ambassador!

Al termine, quando tutto quello che è stato architettato fin qui viene reso realtà dal reparto comunicazione e produce dei risultati, subentra l’attività che definiamo “finale per finta” perché a partire da lei solitamente il marketing riparte dal VIA, l’analisi delle performance e dei risultati raggiunti.

Ora passiamo all’area della comunicazione che come anticipato si occupa di dare vita al piano marketing traducendo analisi, strategie e tattiche in un piano di comunicazione da dodici mesi.

Dentro al piano di comunicazione troveremo molti elementi essenziali che una volta organizzati faranno da guida mese dopo mese come la calendarizzazione di tutte le attività, la descrizione dei mezzi che scenderanno in campo, l’elaborazione della strategia di contenuto, per dirla da tecnici la content strategy, che definirà per tutti il tono di voce da utilizzare, lo stile grafico e la tipologia di immagine.

All’interno di questo documento chiave ci si deve sforzare di inserire anche altri due mattoni base della comunicazione che servono ad enunciare il posizionamento della tua azienda:

  • il perché sceglierla a dispetto di altri competitor = lo slogan
  • l’evidenza, la prova provata che stai dicendo il vero, che di te ci si può fidare = in testimonianze o dati

Dopo la stesura del PdC si passa al lavoro mensile di realizzazione di tutto quello che vi è compreso:

  • newsletter;
  • post su canali social;
  • aggiornamenti sul sito web;
  • campagne sponsorizzate verso un preciso target o territorio;
  • creazione di elementi cartacei integrati alla comunicazione digitale;
  • controllo periodico delle metriche di valutazione di ciascun mezzo.

COSA TENERE DENTRO E COSA NO

2 . Ora che conosci tutti le attività del marketing e della comunicazione cerchiamo di capire cosa tenere dentro e cosa sia meglio dare fuori

Per chiarire questo punto è necessario fare una distinzione tra chi si trova da solo a dover fare tutto e chi invece dispone di un aiuto all’interno.

Nel primo caso, parlando senz’altro di realtà molto piccole, potremo dire che quasi tutte le fasi di analisi del marketing siano demandabili all’esterno con costi piuttosto contenuti (varieranno soprattutto in base alla vastità del territorio da toccare). Sappi che se sei affiancato dal partner giusto potrai beneficiare dell’esperienza di chi queste analisi le fa tutti i giorni e le esegue con tool (non sempre gratuiti) di cui conosce tutti i tecnicismi. I vantaggi quindi per te saranno un risparmio di tempo per capire come muoverti e ti eviterai di dover sbattere la testa su nuovi strumenti mai usati. Infine avrai la sicurezza dei risultati delle analisi sui quali disegnare strategie e tattiche.

La fase di studio delle strategie e delle tattiche è una attività che in parte puoi far fare all’esterno ma che solo tu potrai sigillare come corrette per la tua impresa. Il consulente o l’agenzia potranno offrirti diverse idee, mostrarti scenari e metodi dati dall’esperienza per raggiungere il target ma a meno che non si parli di affacciarsi ad un pubblico totalmente nuovo (parliamo di progetti start-up o rebranding), sarà caldamente consigliato che tu partecipi attivamente a questa attività riversando tutto il tuo sapere, per non rischiare di perdere personalità. Attenzione questo vale anche se hai un responsabile marketing interno!

Infine c'è la fase di monitoraggio che come la precedente va suddivisa tra il team dedicato (interno o esterno) e te. Cerco di spiegarmi in modo schematico e semplice:

  • se ti fai seguire da un consulente o una agenzia per tracciare strategie e tattiche come minimo ti deve fornire un modello da far utilizzare all’interno per poter verificare le performance (parlo di un foglio di excel con individuate la principali kpi - key performance indicator – da controllare per essere certi che tutti gli asset stiano funzionando);
  • se hai del personale interno devi verificare che monitori le giuste kpi, non è scontato e parecchie di queste dovrai sceglierle e valutarle personalmente;
  • ma tu infine, in entrambi i casi, devi esigere un report periodico che ti dia chiare evidenze del successo della comunicazione che state erogando.

QUANTE FIGURE PROFESSIONALI SONO NECESSARIE

Ora passiamo alla sfera della comunicazione per dire subito che è piuttosto frammentata, ossia le competenze e gli strumenti per metterla in atto in modo completo sono molti e questo si traduce in parecchie figure professionali da interpellare. Facciamo un rapido elenco…

Abbiamo il copy, la persona incaricata di scrivere i testi. In aziende molto strutturate c’è il copy per le attività digitali e quello per le comunicazioni tradizionali come la brochure, ma nella maggioranza delle PMI tutto confluisce in un unico individuo. Ecco perché è meglio che la persona in questione abbia solide capacità di scrittura, una grande curiosità e se ne intenda sia di social che di SEO… praticamente Superman!

Poi c’è il fotografo, la persona incaricata di creare le immagini per la tua impresa, che a livelli molto alti solitamente è specializzato in foto per il settore specifico in cui operi (food, moda, luxury, etc), ma per aziende più piccole parliamo di professionisti in grado di creare uno scatto corretto per luci, cromie e inquadratura.

Dobbiamo aggiungere che la fotografia negli ultimi 5 anni ha vissuto l’arrivo di portentosi smartphone che permettono scatti accettabili anche se non si è un professionista. Questi possono andare bene per l’uso su social ma ricordiamoci che per la carta stampata o grandi uscite come i 6x3 servirà comunque lo scatto di un professionista per non far sgranare l’immagine.

Poi c’è il grafico che prende testi, immagini e stile del tuo brand per creare ogni volta un elaborato grafico diverso ma riconoscibile. Questa persona dovrà conoscere le regole per andare in stampa e per uscire su web. Nuovamente ci troviamo di fronte ad un bivio: grandi aziende figure super specializzate, piccole aziende una figura che svolge entrambe le declinazioni.

Adesso che hai testi, foto ed elaborati grafici pronti serve chi li distribuisce sui vari mezzi, e quindi avrai bisogno di:

  • una persona competente per l’utilizzo di un tool per l’email marketing (non vorrai mica mandare le newsletter con outlook!!!);
  • una persona con competenze per l’aggiornamento dei contenuti sul sito;
  • una persona con competenze per l’utilizzo dei social network;
  • una persona con competenze per lo svolgimento delle campagne online;
  • una persona che possa mettere assieme tutti i dati e tradurteli in un report leggibile e chiaro che ti permetta di prendere delle decisioni.

Ora ti sarà evidente che le figure sono molte e hanno delle professionalità specifiche che difficilmente potrai trovare tutte in un'unica persona.

COSA FARE

Le possibilità a questo punto sono due, la prima strutturare un team interno di 3 o 4 persone che possano suddividersi tutte le attività inerenti la comunicazione e specializzarsi, la seconda scegliere un partner che tutti questi elementi li abbia al suo interno o li possa gestire per te come collaboratori.

Mi dirai “bè grazie me lo dici proprio tu che fai parte di un'agenzia”, ed è vero potrei sembrare di parte ma dopo oltre vent’anni di esperienza ti invito a fare due conti ed un ragionamento consapevole su quanti risultati può portarti un team da costruire e monitorare che vive chiuso all’interno di una sola realtà e dimensione, rispetto ad uno consolidato, costantemente in formazione che testa molte strategie e soprattutto esegue quotidianamente le attività elencate con i migliori tool esistenti (perché gli conviene 😉).

CONCLUSIONE

I VANTAGGI DEL RIUSCIRE A DELEGARE LE COSE GIUSTE

In conclusione possiamo affermare che demandando parte delle attività descritte potrai beneficiare di alcuni vantaggi strategici oltre l’ottimizzazione del tempo!

Ad esempio eviterai di sobbarcarti i rischi di impresa dell’avere 3 o 4 dipendenti in più la cui formazione (e non solo) è tutta sulle tue spalle.

Potrai attingere da un elemento portatore di idee innovative: la contaminazione. Infatti un partner porterà con se elementi esterni da quelli consueti della tua impresa che tu ed il tuo team vedete tutti i giorni e vi guarderà con un occhio “pulito” dalle dinamiche quotidiane che a volte ti fanno porre dei limiti all’immaginazione. Insomma porterà nuove prospettive per la tua realtà!

Ovviamente devi scegliere il giusto partner ed ora che con questo articolo conosci l’intera filiera, hai uno strumento per valutare le proposte che ti arriveranno. Good Job!

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Stefania Bosi
La salvezza umana giace nelle mani dei creativi insoddisfatti
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