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I tutorial secondo Google

Commento personale e soggettivo sull'immenso mondo dei tutorial disponibili tramite le ricerche su Google

Non potrei vivere senza Google.

23/02/17
I tutorial secondo Google

Google mi serve. Lo uso tutti i giorni, lo uso per lavoro e per i miei interessi personali. Ho tre figli e DEVO sapere a quale scatola LEGO Friends si riferisce mia figlia quando mi dice che vuole chiedere a Babbo Natale “Quella più grande”.

Google è per me come lo sciamano delle tribù degli indiani d’America, come l’aruspice dei Romani o il druido dei galli di Asterix, il tutto senza peyote, sacrifici animali o pozioni magiche. Sì, S. King non escluderebbe completamente la magia parlando degli algoritmi di ricerca e ranking, ma rimaniamo con i piedi per terra, sempre che questo possa essere definito qualcosa di “terrestre”.

Quando ho una domanda da porre, un problema da risolvere, un qualcosa da scoprire e da imparare, basta chiedere. E Google risponde. Risponde elencando le pagine che la “magia” ritiene migliori sull'argomento.
Si rompe il frigo? Google “ha” il numero del più vicino tecnico autorizzato.
Il tecnico viene, non ci capisce un tubo e ti lascia con qualche euro in meno e il frigo che ancora non va? Google “ha” il post sul forum dei patiti di “problemi ai frigoriferi no-frost” che spiega quali sono le cause del malfunzionamento, e le possibili soluzioni. Soluzioni che funzionano.

Un mondo bellissimo per chi vuole guardare sempre un po’ oltre la superficie e capire o farsi un’opinione sul funzionamento delle cose. Sì, anche per vedere l’ultimo modello di scarpe o quale sarà il colore più “giusto” per la prossima stagione, ma questo adesso non rientra nel discorso.

 

Il passo successivo infatti alla semplice risposta a una domanda, o all'informazione nuda e cruda, è il tutorial.

Il tutorial è una bellissima cosa. È un mezzo fantastico di condivisione del sapere, e anche un modo relativamente semplice per farsi conoscere. Ci sono tutorial su tutto. Su come fare la crema pasticcera, su come assemblare un pc, su come costruire uno slider per riprese video, su come creare una cuccia per un gatto col cartone riciclato.

Cosa c’è di sbagliato in tutto ciò?

Nulla, se non il fatto che apparentemente chiunque abbia acquisito un minimo di competenza in qualcosa si senta libero non di esprimere un’opinione, ma di fare un tutorial sull'argomento. Un tutorial. Cioè una lezione. È sbagliato? Sì, è un errore se il “minimo di competenza” non è stato verificato dalla pratica, dalla messa in campo della competenza e dal rapporto con il livello successivo di competenza.

Un esempio. Da un po' di tempo ho approcciato il mondo della fotografia professionale, sia per un forte desiderio personale sia per una serie di necessità lavorative. Se è vero che nel 2015 sono stati scattati mille miliardi di fotografie, il mondo è pieno di fotografi, e quindi pieno di persone che hanno raggiunto il “livello minimo” di competenza per tirar giù un tutorial. E quindi ho cominciato con i tutorial: caratteristiche corpo macchina, caratteristiche obiettivi, come usare questo e come usare quest’altro, come posizionare le luci in studio, perché il flash non è “il male”, come fare la post-produzione su una fotografia senza fare danni…

E come già per altri ambiti, mi sono imbattuto molte volte in contenuti esposti come “regole” quando invece regole non erano. Oppure casi in cui il contenuto aveva perfettamente senso, ma solo se calato in un contesto completamente differente. A tal punto che, guardando il tutorial, è lecito chiedersi: “Ma costui SA di cosa parla o ha solo sentito dire e magari non ha nemmeno sentito bene?”.

Il tutorial è una bellissima cosa. E invito chiunque abbia acquisito una competenza specifica che possa essere utile al prossimo a realizzarne uno. Ma solo dopo aver verificato DI PERSONA che le cose che si dicono siano vere, corrette NEL CONTESTO che si prende come ambito di applicazione, e confrontate con quello che chi ha un livello di COMPETENZA SUPERIORE dice a tal proposito.
Senza questi prerequisiti, si è attendibili come dopo un bella dose di polpa di peyote, ma soprattutto si crea un danno: a tutti coloro che in buona fede utilizzeranno il tutorial come guida, come mezzo per imparare qualcosa.

Dimenticavo: il mio gatto si rifiuta categoricamente di dormire in una cuccia di cartone, decide lui dove diavolo dormire.

PS: sono mille miliardi di foto.