Meta ha un nuovo coprotagonista

Threads nel Business Manager

Finché un canale resta fuori dagli strumenti “seri”, resta anche fuori dalle abitudini. È gestito a mano, a umore, a memoria

Threads che entra in Meta Business Suite/Business Manager è, prima di tutto, questo: un passaggio di consegne dall’istinto al processo.

Meta lo rende esplicito, l’account Threads può essere aggiunto o rimosso dal business portfolio direttamente da Business Suite, nella sezione dedicata e quando una piattaforma finisce nel luogo in cui vivi già con Facebook e Instagram (asset, accessi, governance), smette di essere “quella cosa che proviamo” e diventa “quella cosa che gestiamo”.

Non è un update: è un cambio di status

Threads nasce con un tono da conversazione senza cravatta infatti, per mesi, è stato trattato come tale; un canale laterale, utile per dire cose più veloci, meno finite, più umane. Tuttavia, il problema non era il tono, bensì l’operatività, nel senso che senza una cabina di regia, ogni presenza rischia di diventare intermittente.

L’integrazione in Business Suite è una specie di certificato di residenza, non ti obbliga a cambiare voce, ma ti permette finalmente di abitare il canale con continuità.

Cosa cambia davvero nel workflow (e perché interessa ai brand)

La parte più concreta è anche la più sottovalutata: ridurre attrito e secondo il Rasoio di Occam la soluzione più semplice è quella da prediligere.

Collegare Threads al portfolio significa lavorare con ruoli, permessi e responsabilità dentro lo stesso perimetro degli altri asset Meta. Per un’attività è la differenza tra “accesso condiviso” e “accesso governato”, tra “pubblicazione episodica” e “presidio sostenibile”.

Poi c’è la questione tempo, che è sempre la vera valuta: Meta ha annunciato funzioni pensate per creator e-business, inclusa la possibilità di programmare i post (scheduling) per pianificare la pubblicazione. Quando lo scheduling entra nel tuo modo di lavorare, Threads smette di dipendere dall’ispirazione del singolo e inizia a dipendere da una scelta ed esserci con strategia.

Threads nel piano editoriale: conversazionale, ma con regia

A questo punto dobbiamo affrontare la prima brutta notizia di questo nuovo panorama, vale a dire che Threads funziona quando non sembra “contenuto”, funziona quando sembra presenza.

L’integrazione in suite non serve a trasformarlo in un mini-Instagram testuale, dovrebbe a fare l’opposto: mantenere la leggerezza, ma togliere l’improvvisazione. Un piano editoriale su Threads non è una griglia perfetta, ma dovrebbe trasformarsi in una promessa mantenuta. Rubriche brevi, reazioni rapide, micro-spiegazioni, domande vere e conversazioni autentiche.

Medio termine: Ads e posizionamento dentro l’ecosistema Meta

Sul fronte paid, Meta ha già documentato la possibilità di creare inserzioni nel feed di Threads tramite Ads Manager, con obiettivi supportati. E Meta stessa posiziona Threads come estensione delle campagne in Ads Manager, con focus sulla facilità di aggiungere reach come placement.

Il segnale è potente, Threads viene trattato come placement, quindi come parte dell’ecosistema, non come app separata e quando una piattaforma entra nel sistema, tende a restarci.

FAQ

Si può aggiungere Threads a Meta Business Suite?
Sì: Meta descrive il flusso per aggiungere/rimuovere un account Threads dal business portfolio in Business Suite.

La programmazione dei post Threads è disponibile?
Meta ha annunciato una funzione di scheduling per programmare la pubblicazione dei post.

Threads va trattato come Instagram ma più corto?
No: rende meglio come canale conversazionale (posizionamenti rapidi, Q&A, contesto, interazione), non come “feed testuale”.

Si possono fare ads su Threads?
Sì: Meta indica la creazione di ads nel feed di Threads tramite Ads Manager.

Che KPI ha senso guardare su Threads?
Qualità delle risposte (domande reali), ricorrenza della conversazione, crescita follower, temi che generano obiezioni e spunti per contenuti long-form.

Qual è l’errore più comune?
Riciclare copy corporate: Threads perdona l’imperfezione, non perdona l’inautenticità.

Federica Team Icona

Federica Carrega
Social Media Manager

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